
Il nuovo album a firma The Ruins of Beverast segna un’ulteriore evoluzione del progetto del cantante/polistrumentista tedesco Alexander von Meilenwald.
Tempelschlaf, uscito a gennaio per Ván Records, continua sempre di più a fondere Black Death e Doom Metal con elementi Gothic Rock e Post-Punk. Siamo di fronte ad un mix surreale ed inquietante di elementi anni Ottanta e Novante che concorrono a creare un’atmosfera primordiale, rituale e ipnagogica.
Il sonno del tempio, questa la traduzione del titolo in tedesco dell’album, si apre con una title-track che mostra, sopratutto nel cantato, l’influenza di band come come Christian Death e The Sisters of Mercy. Alexander von Meilenwald innesta una voce pulita su un incedere Doom, cupo e stratificato.
Nella traccia successiva, “Day of the Poacher”, invece, il cantato si fa più aggressiva e urlato. Qui gli elementi Black Death passano in primo piano per poi cedere il passo al profondo Black Doom di “Cathedral of Bleeding Statues”. È un sound che sembra fondere assieme Paradise Lost e Katatonia.
Tra i momenti più riusciti del disco, “Alpha Fluids” mostra un incedere di batteria aggressivo, nel quale l’alternanza tra voce urlata e pulita si fa strada tra strati di synth e chitarre, fino a sfociare nell’inquieto Doom psichedelico della traccia successiva, “Babel, You Scarlet Queen!”.
Proseguendo su questa linea e continuando ad alzare la tensione, “Last Theatre of the Sea” mette in mostra il lato più aggressivo di The Ruins of Beverast. Qui le chitarre si rivelano monolitiche, più evocative che direttamente violente, spesso immerse in riverberi che sembrano echeggiare tra le pareti di un tempio in rovina.
A chiudere il percorso, “The Carrion Cocoon”, lungo brano di oltre tredici minuti, conclude e riassume il tutto condensando, con un’inquietante inclinazione psichedelica, le diverse anime della creatura di von Meilenwald.
Dal punto di vista sonoro, la produzione e il mix risultano puliti ma al tempo stesso ricchi di profondità. Ogni strato di emergere con chiarezza all’interno di un tessuto musicale altrimenti molto denso e opprimente.
In definitiva, Tempelschlaf si rivela un rituale più che un semplice album: un’opera soffocante e visionaria che, attraverso la fusione di Black, Doom Metal e visioni gotiche, trascina l’ascoltatore in una dimensione sacrale e allucinata.

Tracklist:
- Tempelschlaf
- Day of the Poacher
- Cathedral of Bleeding Statues
- Alpha Fluids
- Babel, You Scarlet Queen!
- Last Theatre of the Sea
- The Carrion Cocoon