
Se c’è una band capace di trasformare il Black Metal in un’esperienza violenta, viscerale e imprevedibile, quella è Peste Noire. Con Livre III: On S’En Fout, La Sale Famine Von Valfunde ci consegna un album che oscilla tra nero caos teppistico, sperimentazione sonora e momenti di struggente malinconia e folklore rurale. L’uscita comprende un libro di 55 pagine, illustrato e con testi in francese. È un’opera d’arte visiva e testuale che aggiunge un valore estetico e immersivo, trasformando l’ascolto in un’esperienza sensoriale completa in puro stile Kommando Peste Noire. L’edizione include inoltre un CD di 55 minuti, contenente la musica dell’album. Probabilmente in futuro ci sarà anche una edizione in vinile + libro.
L’album si apre con “La Pègre”, breve ma fulminante introduzione, che mette in gioco anche i famigerati elementi Black Metal Rap, ovviamente in dissacrante modalità KPN.
Segue “La Terre, Elle, Ne Parle Plus”, quasi undici minuti di intensità atmosferica. I riff profondi e la tensione costante creano una sensazione di oppressione e inquietudine, bilanciata da momenti più lirici e melanconici. Con “La Chanson des Damnés”, Peste Noire mostra un lato più Folk Rock e melodico, sulla scorta di quanto già fatto nell’album Le Retour Des Pastoureaux.
Il fulcro del lavoro è senza dubbio “La Mesnie Herlequin”, 23 minuti di sperimentazione estrema, per cui era stato realizzato anche un videoclip (di soli quattro minuti) che anticipava l’uscita del lavoro. È un viaggio ipnotico tra violenza Black Metal da hooligan, passaggi acustici e improvvise esplosioni sonore. Siamo di fronte ad un pezzo da manuale che dimostra la classe e tutto l’eclettismo dei KPN. La chiusura affidata a “La France Bossue” aggiunge una sfumatura più riflessiva, con pianoforte, chitarra acustica e atmosfere pastorali che completano il tutto.
Dal punto di vista tecnico, Livre III alterna momenti di violenza pura, veri e propri pestaggi sonori, a passaggi atmosferici e quasi progressivi. La produzione è volutamente grezza ma non troppo. Viene enfatizzata l’intensità e l’immediatezza del suono, ma i dettagli più folklorici ed emozionali emergono ben in chiaro nei momenti acustici, dimostrando la maturità compositiva della band. Un elemento importante è il contributo di Frère Horn, che suona batteria e piano nell’album.
Se l’ascoltatore cerca coerenza lineare o melodie tradizionali, questo disco potrebbe risultare complesso e “caotico”. Ma per chi ama il Black Metal estremo, sperimentale e imprevedibile, Livre III: On S’En Fout è un’esperienza unica, potente e corrosiva. Ennesima uscita che testimonia il genio sregolato di Famine. Probabilmente serve più tempo per apprezzarlo appieno, ma KPN non delude nemmeno questa volta.
Tracklist:
- La pègre
- La terre, elle, ne parle plus
- La chanson des damnés
- La mesnie Herlequin
- La France bossue
