Akhlys – House of the Black Geminus

Ἀχλύς nella mitologia greca era la Dea dei veleni, la personificazione dell’angoscia, del lamento e della disperazione. Akhlys, la band del Colorado che nasce nel 2009 per volontà di Naas Alcameth (già nei Bestia Arcana e nei Nightbringer), prende il suo nome proprio da lei.
Con “House of the Black Geminus” gli Akhlys arrivano al loro quarto album. È l’ennesimo eccellente tributo rituale che tiene fede al nome di Ἀχλύς, divinità che secondo alcune interpretazioni era anche l’essenza della notte eterna, madre del Caos.

Il nuovo lavoro vede la presenza, oltre quella di Alcameth, di Eoghan, qui alla batteria e al basso. Inoltre, entra nella band anche il chitarrista Nox Corvus, già collaboratore di Alcameth nel progetto Aoratos. Il trio aveva il compito difficile di realizzare un nuovo album dopo quel capolavoro che era stato “Melinoë“. Quest’ultimo aveva reso Akhlys una delle più interessanti realtà contemporanee nell’ambito del Black Metal nordamericano.
Bisogna ammettere che “House of the Black Geminus” riesce nell’intento. Si conferma la capacità di Naas Alcameth e soci di dare “vita” a incubi di morte e a lucide visioni di puro orrore cosmico. Il loro è un Black Metal che sembra fortemente ispirato agli incubi di H. P. Lovecraft.
Dense bordate di metallo nero sfiorano i territori del Black Industrial e del Dark Ambient più terrorizzante. Non a caso, Akhlys era iniziato come un progetto Dark Ambient; l’album di debutto, “Supplication“, del 2009 era infatti completamente privo di componenti Metal. Solo con il successivo “The Dreaming I” il tutto aveva preso la via del metallo nero più urticante e cacofonico. Vediamo nell’ultimo album proprio l’evoluzione di quel sound particolare che ha reso la band americana immediatamente riconoscibile all’interno del genere. 

L’iniziale “The Mask of Night-Speaking” ci trasporta in una terra dei sogni collocata nell’oscurità degli inferi. L’apporto di Nox Corvus (ex membro dei Nightbringer) alla chitarra contribuisce ad arricchire un sound sempre stratificato e curato nei minimi dettagli. Il timbro dei sintetizzatori da un tocco Industrial realmente efficace e stridente. L’effetto è quello di una sorta di distopia cosmica e futurista che cresce come una marea spaventosa tra le urla angoscianti di Alcameth.

La seconda traccia, “Maze of Phobetor” , continua il viaggio onirico nel regno di una non chiara divinità che presiede sogni pieni di terrore e di terrificanti visioni all’interno di un labirinto spirituale. Eoghan fa un lavoro eccellente alla batteria, raggiungendo velocità spaventose.
Il testo della terza traccia, “Through the Abyssal Door” , è stato scritto da Richard Gavin, noto scrittore weird, nonché occultista ed esoterista che ha al suo attivo due libri “The Infernal Masque” e “The Benighted Path” pubblicati per Theion Publishing. Il brano rallenta il ritmo ma fa crescere l’atmosfera. Il tutto poi sfocia poi nella traccia strumentale “Black Geminus”, una sorta di evocativo interludio Dark Ambient prima del cataclisma fobico di “Sister Silence, Brother Sleep”.
Quest’ultima mantiene una forte ed epica aggressività ma senza rinunciare alla melodia, a riprova di una grande padronanza della materia, qui sottoposta quasi ad un processo di trasformazione alchemica. Nei testi viene evocato un demone che come nella tradizione ellenica è una sorte di guardiano spirituale.

“Eye of the Daemon – Daemon I” conclude con la rinascita di un sé che ha affrontato l’oscurità onirica, un percorso di cambiamento ma anche una sorta di transizione verso l’aldilà. Si tratta di un percorso che Akhlys compie tra case infestate, visioni oniriche di fornaci alchemiche e violenti risvegli da un viaggio infernale nei propri incubi ed ossessioni personali.
Di fatto, il tutto suona come una colonna sonora Black Metal – con tratti Industrial e Dark ambient – di un film horror in bianco e nero girato da un artista surrealista. Ennesima conferma per gli Akhlys che ci consegnano un album che si candida tra i migliori dell’anno in corso.

Tracklist:

  1. The Mask of Night-Speaking
  2. Maze of Phobetor
  3. Through the Abyssal Door
  4. Black Geminus
  5. Sister Silence, Brother Sleep
  6. Eye of the Daemon – Daemon I